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Tokyo, Giappone. A Tokyo sorgerà una torre che si distinguerà dalle altre per due caratteristiche:

1) altezza: 350 metri, distribuiti su 70 piani

2) materiali: 90% di legname per un totale di circa 185mila metri cubi di legno, mentre la componente d’acciaio sarà ridotta al 10% del materiale impiegato. Infatti, sarà necessario montare una cornice tubolare d’acciaio per controllare le vibrazioni. La facciata del grattacielo avrà dei balconi che gireranno tutt’intorno. Sarà proprio grazie a questi che la vegetazione potrà rivestire l’intero edificio trasformandosi in un bosco verticale.  Ogni piano avrà l’affaccio su tutti e quattro i lati della costruzione e sarà arricchito di piante che filtreranno la luce del sole, dimostrando così che il Bosco verticale di Stefano Boeri (Boeri Studio) resta un modello che ha varcato i confini italiani per insegnare ad ”arredare” riportando la natura al centro del nostro habitat urbano. All’interno della struttura del grattacielo sarà un ibrido tra legno e acciaio e dovrà tenere conto dei parametri antisismici imposti all’edilizia giapponese per l’alto rischio terremoti. Circa 185mila i metri cubi di legname necessari per la costruzione. D’altronde il Paese ha varato nel 2010 una legge che impone alle ditte edili l’utilizzo del materiale organico per gli edifici pubblici alti più di tre piani. Infine il grattacielo di legno, oltre che per l’altezza, toccherà un record anche per i costi: 600 miliardi di yen (circa 4,5 miliardi di euro) è la cifra prevista, il doppio rispetto un edificio di pari dimensioni costruito con tecniche e materiali tradizionali (cemento, acciaio e vetro). W350 è un progetto dell’azienda Sumitomo Forestry e sarà inaugurato nel 2041. Il costo previsto è di 4 miliardi e mezzo di euro. In un contesto, come quello giapponese, che da più di un decennio sostiene l’ambiente, l’unica accusa che viene mossa alla torre W350 è l’utilizzo smoderato del legno. Il Giappone è ricoperto al 68% di foreste. Dopo la Finlandia è il secondo Paese più verde al mondo. Il problema della deforestazione per il momento quindi non si pone. Tuttavia è già in atto un programma di piantumazione di nuovi alberi che andranno a rimboschire là dove verranno meno gli alberi che saranno utilizzati per la realizzazione delle future città-foreste.

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